Cinque Hospitality Strategy ha partecipato anche quest’anno a Vinitaly, la fiera internazionale del vino e dei distillati più importante in Italia e tra le principali al mondo, giunta alla sua 57ª edizione. Lunedì e martedì sono stati due giorni intensi, ricchi di incontri, degustazioni, confronti e conferme: un’esperienza diversa rispetto alle edizioni precedenti, che ha saputo offrire maggiore ordine, interazione e concretezza.
Un’edizione più solida e internazionale
Vinitaly 2025 si è svolto dal 6 al 9 aprile a Verona, registrando numeri importanti:
- 4.300 espositori
- oltre 97.000 operatori del settore
- con una presenza crescente di buyer internazionali, oltre 37000 , in particolare da Stati Uniti, Canada e paesi scandinavi, come Norvegia, Danimarca e Svezia.

Questa forte spinta internazionale si è percepita anche nelle giornate in cui Cinque Hospitality Strategy era presente. Gli stand più visitati erano quelli capaci di coniugare qualità, storytelling e prontezza commerciale.
Un trend da sottolineare: meno operatori Horeca italiani
Un dato interessante – ma anche preoccupante – è stata la scarsa presenza di ristoratori italiani. Una tendenza che si sta consolidando anno dopo anno, forse anche per motivi legati ai costi e alla percezione dell’evento come “poco orientato al business diretto per il canale Horeca”. È un tema su cui riflettere per il futuro, soprattutto per chi, come noi, lavora ogni giorno a fianco dei ristoranti per valorizzare i migliori prodotti italiani.
Le scoperte (e le conferme) in fiera
Durante la fiera ho avuto modo di concentrarmi su tre territori in particolare: Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Campania.
In Campania, pur avendo degustato una grande varietà di etichette, non ho trovato un vino che rispecchiasse pienamente il profilo richiesto per la nostra selezione Horeca.
Al contrario, il Piemonte si è confermato una regione strategica, anche grazie alla collaborazione con Gozzelino, azienda con cui stiamo sviluppando sinergie importanti. In fiera abbiamo avuto il piacere di ricevere importatori da ogni parte del mondo, consolidando relazioni e gettando le basi per nuove opportunità di export.
In Friuli, la qualità media resta molto alta, soprattutto sulle varietà autoctone.
Rafforzare relazioni, costruire il futuro
Un altro aspetto centrale del Vinitaly 2025 è stato il rafforzamento dei legami con le aziende già in collaborazione, tra cui citiamo l’azienda agricola Barone Ritter de Zahony, con cui continuiamo a costruire un percorso condiviso di internazionalizzazione e presenza mirata nel canale Horeca.
La fiera non è solo un’occasione per assaggiare vini e fare nuovi contatti, ma anche un luogo di ascolto e visione, in cui il nostro lavoro consulenziale trova ancora più senso: leggere i trend, interpretare i bisogni di mercati diversi e costruire ponti tra produttori e locali.
Conclusioni
Vinitaly 2025 è stato più ordinato, più dinamico e sicuramente più internazionale.
Per Cinque Hospitality Strategy, è stata una tappa fondamentale per rafforzare la rete, scoprire nuovi prodotti e portare avanti la nostra visione: valorizzare le eccellenze italiane e creare connessioni solide tra territorio e mercato.
Ci vediamo sicuramente alla prossima edizione.







